Blog di Darshana

Il fenomeno del Channeling

Rispetto al passato, questo nuovo modo di intendere la medianità ha comportato una notevole facilitazione e diffusione del fenomeno. Ad un osservatore esterno, una seduta di channeling può apparire effettivamente non più impegnativa di una passeggiata nel centro storico.

Niente più tavolini che si alzano, sedie e mobili che si muovono, cambiamenti di voce, apparizioni di spettri ed altri strani fenomeni. Adesso, il medium della Nuova Era, detto “canale” o “veicolo”, entra generalmente in un leggero stato di trance (o al massimo una trance profonda, ma sempre molto tranquilla) e comincia a parlare con la sua voce (magari cambia un po’ l’inflessione), presentandosi come un’entità disincarnata o come un’extraterrestre proveniente da una lontana galassia e dicendo cose più o meno strane o interessanti, ma difficilmente più strane o più interessanti di quelle che si trovano in molti testi New Age.

In effetti, mentre un tempo, per convincere la gente, un medium fraudolento doveva produrre quantomeno dei trucchi ingegnosi, oggi ad un “canale” in cattiva fede può essere sufficiente rilassarsi, affermare di essere il tipo di entità di cui sopra, snocciolare qualche storiella di fantascienza o una dottrina spirituale creata mettendo insieme nozioni tratte da vari libri per attirare un seguito più o meno numeroso e guadagnare un bel po’ di soldi (in Italia, il prezzo di una seduta di channeling può arrivare ai 100 euro).

Tuttavia, non è il caso di liquidare frettolosamente il channeling come un fenomeno di moda privo di sostanza perché, ad un esame più attento, ci si accorge che contiene degli elementi di grande interesse. Il fatto che sia facile imbrogliare non significa che tutti debbano farlo. Le parole di molti canali, ma anche il fenomeno del channeling in generale, invitano a riflettere seriamente sui cambiamenti che stanno accompagnando l’Era dell’Acquario. Vediamo in che modo.

LE ORIGINI

Innanzitutto, come nasce il channeling? La psicologa americana Kathryn Ridall, praticante oltre che studiosa di questa disciplina, ne fa risalire le origini alle antiche culture sciamaniche, in cui gli sciamani entravano in trance per mezzo di canti e danze per fondersi con gli spiriti degli animali e imparare ad usare i loro poteri.

Anche nell’antica Grecia, dei veicoli specificamente addestrati, i cosiddetti oracoli, entravano in uno stato di trance profonda in cui potevano ricevere i messaggi degli dei. Nel diciottesimo secolo, troviamo invece il celebre sensitivo svedese Emmanuel Swedenborg, che trascorse l’ultimo decennio della sua vita conversando con gli spiriti e con gli angeli.

Per quanto riguarda il secolo successivo, la Ridall fa riferimento alla fioritura di fenomeni spiritistici (dalle sorelle Fox a Florence Cook che materializzava le forme degli spiriti guida), ma bisogna operare una distinzione molto importante tra lo spiritismo e il channeling. Lo scopo degli attuali veicoli non è contattare gli spiriti dei defunti, come facevano invece di solito i medium dell’Ottocento, bensì attrarre delle guide esistenti in dimensioni superiori alla nostra e generalmente mai incarnatasi in un corpo umano.

Uno dei primi medium a raccogliere messaggi spirituali da parte di evoluti esseri disincarnati fu, agli inizi del nostro secolo, l’americano Edgar Cayce. Il celebre Profeta Dormiente, come veniva chiamato, entrava in un profondo strato di trance nel quale veicolava informazioni che gli permisero poi di scrivere alcuni libri di carattere medico ed altri su Atlantide, il “continente perduto” e sui possibili futuri cambiamenti spirituali e geologici della Terra.

Agli anni Cinquanta risale, invece, il fenomeno Eva Pierrakos, la celebre sensitiva di origine austriaca che canalizzò gli insegnamenti di una Guida spirituale e li raccolse nelle 258 “lezioni” di uno straordinario cammino spirituale denominato “Il Sentiero”.

A metà degli anni Sessanta, poi, Jane Roberts entrò in contatto con un’entità chiamata Seth che, nell’arco di circa un ventennio (la Roberts è scomparsa nel 1984), le trasmise abbondante materiale sulla natura della realtà personale e collettiva, della creatività e dell’io multidimensionale dell’essere umano. La Roberts raccolse e diffuse con grande successo questo materiale in una ventina di testi, in parte pubblicati anche in Italia.

Negli anni Settanta si sviluppò, soprattutto nel nostro Paese, un’altra corrente di channeling che ancora oggi vanta diversi seguaci. L’iniziatore fu il maestro indiano Baba Bedi (il padre di Kabir Bedi, il celebre Sandokan televisivo) che, trasferitosi in Italia, fondò a Milano il Centro di Filosofia Acquariana, nel quale fino al 1993, anno della sua scomparsa, diffuse la sua dottrina e insegnò, tra le altre cose, quella che egli definiva la “comunicazione con gli spiriti sacri”, ovvero la “versione indiana”, senz’altro più antica, del channeling.

Negli ultimi dieci anni, il channeling – o “comunicazione interiore”, come lo definisce la Ridall – sta vivendo un periodo di popolarità sempre crescente. Ci sono tantissime persone che lo praticano per professione ed offrono consultazioni e seminari ad una clientela sempre più vasta. Un po’ ovunque, soprattutto negli Stati Uniti, si tengono corsi su come diventare “canali”. “Forse l’aspetto più interessante di questo fenomeno”, scrive la dottoressa Ridall in Veicoli di luce, “risiede nella sua democraticità.

Per quanto siano emerse alcune ‘celebrità, la maggior parte dei veicoli afferma in tutta sincerità che chiunque può avere accesso diretto agli insegnamenti spirituali. Mentre in alcune culture la comunicazione interiore è stata considerata dominio assoluto di un’élite di persone o qualcosa fuori dell’ordinario, al giorno d’oggi viene considerata una capacità che ciascuno di noi possiede”.

I “CANALI”

In effetti, è proprio questa una delle principali novità del channeling, e anche, forse, il motivo principale della sua diffusione: ognuno può diventare un “canale”, basta che ci creda, si rilassi e provi a fare certi esercizi. Come si sostiene nella maggior parte degli insegnamenti New Age, tutti possiamo avere accesso a forme di conoscenza superiore, purché riusciamo ad abbandonare le nostre resistenze e ad aprirci alla Verità.

E infatti, gli attuali veicoli non sono più circondati da quell’aura di mistero e di fascino che rendeva speciali i medium del passato. Sono persone comuni e ci tengono ad essere considerate tali, affermano di non riuscire a spiegarsi ciò che gli accade e di non tenerci neppure troppo a farlo.

Come il trentacinquenne Thom Elkjer, uno scrittore e pubblicitario di Oakland che da qualche anno canalizza Mithra, una misteriosa entità assai restia a parlare di sé, se non per dire di essere coinvolta nella dimensione fisica pur non facendone parte. Da quando pratica il channeling, Elkjer non si sottopone più a sedute di psicoterapia e la maggiore conoscenza di sé che ha acquisito grazie ai consigli personali di Mithra gli ha permesso di sentirsi più forte.

Contatta la sua entità non più di due o tre volte la settimana e, quando lo fa, va in uno stato di leggera trance ma rimane perfettamente cosciente. “Quando comunico in una seduta cui assistono altre persone”, racconta, “lui parla attraverso di me ad alta voce, il che non avviene mai quando lo contatto privatamente. E’ come ascoltare qualcuno che stia parlando, anche se non ci sono le onde sonore”.

Il celebre veicolo Jack Pursel, che da più di vent’anni canalizza l'”essere di luce” Lazarìs, cade invece in uno stato di trance così profonda che poi, quando ne esce, non ricorda nulla di quanto è accaduto né di cosa ha detto l’entità. “Per me è come essere profondamente addormentato”, confessa Pursel. “Può trascorrere un’ora o due, ma io al risveglio ho l’impressione di aver chiuso gli occhi e di averli subito riaperti”. “Intervistata” da Maria Rosaria Omaggio nella sua trasmissione Incredibile, andata in onda nel 1988, l’entità Lazarìs spiegò così lo stato del canale durante la trance: “Mentre noi siamo qui ad occupare il suo corpo, Jack Pursel si trova in uno stato di riposo sul piano causale, quello che viene dopo il piano fisico e il piano astrale, dove tutte le cause e gli effetti si collegano”.

In uno stadio intermedio tra questi due estremi si colloca Darryl Anka, un illustratore americano che da quasi vent’anni canalizza Bashar, un’entità che dice di provenire dal pianeta Essassani, a circa 500 anni luce di distanza dalla Terra in direzione della costellazione di Orione. “Resto cosciente”, afferma Anka, “ma non come lo sono di solito. E’ un po’ come sognare. Quello che ricevo quando mi trovo in uno stato di trance è così travolgente in termini di immagini, di emozioni e di energia da non potersi immaginare. E’ come se fossi ad un concerto, mi sentissi trasportato dalla melodia ed immaginassi una storia mentre questo avviene”.

Per la quarantenne californiana Sanaya Roman, che è in contatto da quasi quindici anni con la sua guida Orin, canalizzare è “come ritornare a casa, è l’esperienza più rasserenante, amorevole e compassionevole che ci possa essere. Mi sento come adombrata da una presenza più grande, un po’ come alcune persone dicono di sentirsi quando pregano”.

tratto da Stazione Celeste , autore Giampiero Cara

http://www.stazioneceleste.it/articoli/fenomeno_del_channeling.htm

Di |2024-07-29T15:52:47+00:00Maggio 31st, 2013|Channeling e messaggi|0 Commenti

Tecnologia dell’anima

“E’ passato un anno dal mio primo trattamento di EOS-Energia Olografica Sistemica®, ed è stata incredibile la quantità di eventi che si sono susseguiti, e che mi hanno portato a scrivere questa testimonianza.

A guardare questo periodo nella sua interezza, mi rendo conto di come la qualità vibratoria degli Elohim  e del Melkisedek tramite Darshana abbia lavorato costantemente, minuziosamente, per eliminare una ad una tutte le resistenze che avevo accumulato nella vita.

Ad essere franchi, sono tantissime, ciò che mi ha permesso EOS® è stato il loro riconoscimento, probabilmente la vita avrebbe impiegato molti
anni per rendermene consapevole. La potenza e la velocità di questa tecnica non ha eguali.
Nella mia personale esperienza ho vissuto una vera e propria rinascita nel rapporto col prossimo e con la famiglia, liberandomi da inutili pregiudizi
ed andando a rimarginare ferite antiche che si ripercuotevano costantemente nel presente, che non mi permettevano una reale apertura con l’altro.
Al contempo mi sono sentito pervaso da una sensibilità nuova, fresca, che sono convinto appartenga a tutti indiscriminatamente, la sensazione di
togliersi di dosso abiti pesanti e sentirsi accarezzare la pelle dal vento. Ogni blocco, ogni struttura di pensiero che si vedeva scoperta, lasciava spazio ed ampio respiro alla verità di me, che si sentiva sempre più connessa alla vita, e come un bambino se ne meravigliava.
Sono andato esplorando di nuovo me, alla scoperta delle mie passioni, di quel che fa stare bene davvero, supportato da quest’energia amorevole che mi donava uno slancio incredibile ed una fiducia direi scientifica. Mi sono visto lentamente abbandonare stili, regole, ed abitudini che non nutrivano realmente, e più mi permettevo di lasciare andare questi condizionamenti, più sentivo crescere in me possibilità infinite, che puntualmente mi venivano offerte nella quotidianità, lasciando che fossi io a decidere se portarle avanti o no, non gli eventi.

Non dico che non ci siano stati momenti difficili, dico che non avrei saputo forse affrontarli in modo migliore, mi sentivo comunque supportato, mi sentivo sostenuto, tanto che mi riusciva a tratti di accorgermi del problema, preso com’ero e come ancora sono dalle continue soluzioni che trovavo ovunque e che co-creavo, all’occorrenza.

Sono tutt’ora stupito dalle quantità di prove che ho affrontato e superato, di come sia stato in grado di non cedere allo sconforto, anzi di trovare sempre l’occasione per sorridere, stare bene e far stare bene il prossimo.

EOS- Energia Olografica Sistemica®  non è solo una tecnica vibrazionale, e non è certamente una soluzione magica. Quel che fa è renderti consapevole della magia che sei, di ciò che spesso si sente il bisogno di nascondere, proteggere. E’ l’acqua che aiuta a fiorire.
Ed è anche unità, famiglia. I rapporti che si vengono a formare tra donatore e ricevente divengono immediatamente empatici, e si basano su un
amore fraterno e spontaneo che non conosce tempo.

Trattare con EOS® è un’esperienza bellissima, che diviene sempre più intensa con la pratica, ti permette quasi di sentire il ricevente, il suo cuore che batte all’unisono col tuo, le sue gioie e dolori che si fondono in uno scambio che diviene guarigione.
Durante il trattamento l’atmosfera di sacralità è quasi tangibile, ed è percepibile da tutti secondo il grado di sensibilità e la quantità di tempo dedicato.

Sono operatore EOS® da molti mesi, e mi regala gioie continue, per me è una splendida opportunità, sono grato a me stesso, sono grato a Darshana , maestra di luce e amorevole veicolo dei Maestri Guaritori Cosmici, e sono grato a tutti gli operatori e praticanti, per me sono fratelli in questo viaggio di meraviglie.
Perchè per me EOS® è anche un viaggio, una luce che ti accompagna costantemente, illuminando il cammino che hai scelto per te da quando sei nato.
Ho avuto la possibilità di riassistere al seminario come operatore, quell’occasione è ancora ben impressa dentro di me.
E’ stato come rileggere un libro di fiabe quando sei adulto. Le frasi e i personaggi che ti meravigliavano da bimbo che tornano a sfiorarti il cuore
con un’altra ottica, e ne trovi il significato profondo che non poteva che sfuggirti da giovane.
E’ stato come tornare a scuola, e mi ha permesso di vedere più in profondità la bellezza di questa tecnologia dell’anima, e di riflesso la bellezza e la perfezione del creato, della vita, della relazione tra loro, mi ha permesso di vedere e sentire l’amore come scambio, come dono, come equilibrio, e di viverne appieno il significato, con sempre maggior consapevolezza.

EOS-Energia Olografica Sistemica® è anche un Maestro silenzioso, che preferisce accompagnarti alla soluzione, piuttosto che mostrarla, educando senza insegnare.
Nella mia esperienza finora, a questo punto del viaggio, questo è EOS. Dentro di me ho la certezza che ancora di più sarà nel domani, dove ho ancora tanto da liberare, da creare, da vivere, nel rispetto e nella bellezza, nella fiducia e nella determinazione. Nell’Amore.”

Patrizio Colagiovanni, musicista

Operatore di  EOS-Energia Olografica Sistemica® ideata e diffusa                 da Darshana Patrizia Tedesco

Di |2024-07-29T15:52:47+00:00Maggio 27th, 2013|Sguardo Cosmico|0 Commenti

Tecnologia dell’anima

“E’ passato un anno dal mio primo trattamento di EOS-Energia Olografica Sistemica®, ed è stata incredibile la quantità di eventi che si sono susseguiti, e che mi hanno portato a scrivere questa testimonianza. A guardare questo periodo nella sua interezza, mi rendo conto di come la qualità vibratoria degli Elohim e del Melkisedek tramite Darshana abbia lavorato costantemente, minuziosamente, per eliminare una ad una tutte le resistenze che avevo accumulato nella vita. Ad essere franchi, sono tantissime, ciò che mi ha permesso EOS® è stato il loro riconoscimento, probabilmente la vita avrebbe impiegato molti anni per rendermene consapevole. (altro…)

Di |2024-07-29T15:52:48+00:00Maggio 27th, 2013|Sguardo Cosmico|0 Commenti

Amore ed Energia

Cos’è che ci radica alla vita?

E’ l’Amore, l’ Energia prima.
Noi nasciamo da un atto d’Amore, tra nostro padre e nostra madre.
Ed anche nella natura, il frutto nasce da un accoppiamento.

Se il primo motore è l’Amore, l’altro è sicuramente l’istinto.
Se abbandonate un neonato, lui per istinto si aggrapperà a succhiare qualsiasi cosa,
comincierà a mordersi le unghie, e per istinto si aggrapperà alla prima persona
che lo prenderà in braccio, come farebbe un animale, ad esempio la famosa oca di Lorenz.
L’istinto è anche quello di sopravvivenza, bisogna sopravvivere e ci si aggrappa a qualsiasi cosa.
In questo istinto di sopravvivenza c’è una paura archetipa che è quella della morte.
Se non mangio muoio, se non amo, se non sono amato muoio.

Se non c’è amore non c’è vita, non ci può essere vita senza l’amore.

E’ l’energia Shakti dell’universo, che fa si che i fiori fioriscano e gli alberi portino frutti.
Io viaggio spesso tra i mondi, e ce ne sono alcuni
dove questo principio appare sotto forma di privazione,
dove l’universo è molto paterno ma rigido, territori in cui ci sono solo licheni, solo strutture di ghiaccio.
L’esperienza della magnificenza della Natura la viviamo nel pianeta
che è il pianeta dell’amore, la Terra è il pianeta dell’Amore.
Ed anche la curiosità può essere un aspetto di radicamento.
Infatti il bambino comincia a sperimentare, e la curiosità lo porta ad apprendere, per imitazione.
Qualcuno dice la mente….ma la mente viene molto dopo,
ad esempio la mente del bambino come consecutio temporis avviene attorno ai sei, sette, otto anni di vita.

Prima di quell’età i bambino non sperimenta solo attraverso la mente,
ma sperimenta soprattutto attraverso i sensi e la memoria sottile,
gli occhi, l’olfatto, il contatto fisico, i mondi invisibili….
Il bambino nei primi anni di vita conosce ciò che tocca, che porta alla bocca,
la bocca è il seno della madre, la conoscenza avviene attraverso il seno della madre,
il Nutrimento del Mondo, la Madre Divina…

L’istinto di sopravvivenza è alimentarsi…. sperimentare attraverso le mani.
Il processo di conoscenza. di curiosità, di consapevolezza del bambino è anche attraverso le mani.
Noi non possiamo conoscere gli altri se non li tocchiamo,
abbracciamo, se non entriamo in questo spazio di intimità.
E così non possiamo conoscere noi stessi se non ci tocchiamo profondamente,
nella nostra intimità eterica.
Quando noi sperimentiamo questa intimità con noi stessi, con la Divinità interiore,
ci radichiamo fortemente alla nostra vita.
Più siamo intimi con noi stessi, più siamo attaccati alla vita.
Il risveglio, che è la qualità più alta di questa intimità, è gioia pura.
Ami la vita e la ami in tutti i suoi aspetti, non puoi non amarla,
perchè la riconosci fortemente dentro di te,
dove l’hai trovata, in questo spazio intimo.
Quando la trovi, tu scoppi di gioia.
E ami come ama un bambino, nello stupore di Nuova Conoscenza.

©Darshana degli Elohim da incontri esperienziali
(Darshana Patrizia Tedesco, ideatrice di EOS-Energia Olografica Sistemica ®)

Di |2024-07-29T15:52:48+00:00Maggio 17th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

EOS® – RACCONTO DI UN’ESPERIENZA MULTIDIMENSIONALE

Prima parte

Come ero e come sono

… Non vi dirò che ad un certo punto è apparsa una fata turchina con la bacchetta magica e tutto da brutto è diventato bellissimo, anche se mi pare spesso che ci siano stati molti miracoli, perché in verità c’è stato un lavoro serio e costante; ma comunque vi dirò che ci sono stati degli eventi chiave che hanno rivoluzionato completamente la mia prospettiva e il mio modo di sentire, e mi hanno sostenuta in questo percorso …

Quando cerco di pensare a com’era prima la mia vita, mi sembrano passati dei secoli,
e i ricordi sono molto fumosi, invece sono passati solo due tre anni..
da un incontro fondamentale per la mia esistenza.

Com’era la mia vita? La prima parola che mi viene in mente è: scura…

Sono sempre stata una persona con un temperamento sanguigno,
quindi passavo con facilità da uno stato di entusiasmo a uno di frustrazione,
questo c’è sempre stato si … ma ero spesso triste, piangevo molto,
questo lo ricordo bene.
In sostanza c’è stato uno spartiacque fondamentale tra come vivevo prima
e come vivo adesso e ora quando penso al “prima” mi chiedo come potevo vivere
con tutta quella pesantezza, quel dolore, quel senso di colpa..

Tutto mi sembrava difficile, o noioso, a volte mi ritrovavo a piangere
senza sapere con esattezza nemmeno perché, ero molto suscettibile
e bastava poco per farmi soffrire, una parola, uno sguardo, un energia nell’aria..
insomma la realtà mi sembrava molto difficile, il mondo e le persone complicate
e cercavo molto spesso delle fughe..
non mi fidavo di me stessa come non mi fidavo degli altri,
cadevo spesso preda dell’autocommiserazione e vittimismo,
avevo molte rabbie nei confronti dei miei genitori e della mia infanzia …
Insomma molto di quello che vivevo era caratterizzato da un aura opprimente.

Sapevo di avere qualcosa dentro di me, di forte, di bello e puro,
perché l’anima è antica, fa affiorare consapevolezze inspiegabili dal punto di vista logico,
ma non sapevo come farlo uscire e la mente interferiva come e quando voleva
tingendo tutto di tinte ancora più fosche.
Non avevo equilibrio e la cosa peggiore era che non avevo la minima idea su come costruirlo.

Non vi dirò che ad un certo punto è apparsa una fata turchina
con la bacchetta magica e tutto da brutto è diventato bellissimo,
anche se mi pare spesso che ci siano stati molti miracoli,
perché in verità c’è stato un lavoro serio e costante;
ma comunque vi dirò che ci sono stati degli eventi chiave che hanno rivoluzionato
completamente la mia prospettiva e il mio modo di sentire,
e mi hanno sostenuta in questo percorso.

Non sapevo nulla sul mondo dell’energia e le sue leggi
e mi fidavo poco di questa new age imperante,
leggevo articoli sul web e mi veniva da ridere, giudicavo tutto,
il tipo di linguaggio, le immagini, mi sembrava fantascienza..
ma sotto a tutti quei giudizi, quel bla bla mentale, era presente un sottile richiamo
dell’Anima che evidentemente ero pronta ad accogliere.

Un mio amico mi portò una sera a meditazione da Darshana Patrizia Tedesco.
Avevo un altissima considerazione di lui, che sembrava saperla lunga
sul mondo dell’energia e le sue leggi, e non si lasciava incantare facilmente,
ma soprattutto molto più semplicemente sentivo che lui era un antica conoscenza di
vite passate e mi stava (inconsapevolmente?) richiamando a qualcos’altro.

Fu molto particolare come esperienza perché tutto quello che Darshana diceva
mi sembrava chiaro e semplice, nel senso che erano cose
che io sentivo istintivamente come vere e reali, tanto che anche la mia mente le seguiva
come logiche e non opponeva nessuna resistenza col giudizio.
Iniziai quindi a frequentare il suo centro e le varie serate da lei organizzate,
dapprima solo a cadenza mensile, poi sempre più spesso, e grazie a questi incontri,
cominciai a capire che l’unica artefice della mia vita ero io e che dovevo iniziare a darmi da fare.

Di attività con lei ne ho fatte tante, meditazione, diksha, reiki, teatro
transpersonale, ognuna di queste cose mi ha dato una consapevolezza,
ma non era tanto quello che facevo,
era che avevo trovato un Campo di appartenenza,
insieme a tanti altri frequentatori, e
ra che sapevo di aver ritrovato la mia famiglia,
era che stavo ritornando a casa.

Fine prima parte

Elisabetta Galluzzi , illustratrice

operatrice certificata EOS- Energia Olografica Sistemica®

Di |2024-07-29T15:52:48+00:00Maggio 9th, 2013|Arte e spiritualità|0 Commenti

Riconoscere la Discendenza

Fai un respiro profondo, per ancorarti a questo momento.
E sempre si compie il miracolo di stare assieme,
sempre si compie il miracolo della chiamata del Cuore,
perchè ciò che anima il nostro desiderio è la chiamata del nostro Cuore.
Ogni nostro sogno, ogni nostro desiderio, ogni nostro intento, anche quando rinunciamo,
così come quando scegliamo, anche quando rifiutiamo, così come quando accettiamo,
anche quando neghiamo,così come quando affermiamo, quando spergiuriamo,
così come quando siamo nella verità, quando ascoltiamo, così come quando cediamo.
Ogni cosa risponde alla chiamata del Cuore.Nel cuore risiede il nostro più alto Sè.
Il Cuore è il grande chakra che si va espandendo sempre di più,
per divenire l’unico grande chakra che assorbirà il primo, il secondo e il terzo,
e sarà quello che ci porta in una nuova struttura, sensoriale, fisica, relazionale, sovramentale.
E allora questo grande chakra che va espandendosi,
e che giunge pienamente alla sua realizzazione in questo tempo,
è colui che ci chiama.
Non sono i Maestri, non sono le filosofie, non sono le religioni, non sono le spiritualità
così come vengono definite.
E’ semplicemente il colui che è, che parla attraverso il canale del cuore.
Nelle notti di plenilunio, quando il Dio Padre si compiace e onora il Dio Madre,
esso è molto più vicino, e il tramite è quel globo.
Queste due qualità, molto presenti in ciascuno di noi,
che regolano i nostri cicli, i nostri bioritmi,
che regolano il ciclo delle maree così come il ciclo delle nascite,
questa magnifica entità regala all’umanità il suo potere splendente, nelle notti di plenilunio.
E pare che la vibrazione sia così potente e sa così perfettamente dialogare con il fuori.
Ecco, forse è per questo che alla chiamata si risponde.
Divideremo la serata in tre parti, per chi ha pazienza e tempo.
Questa prima parte, che è il messaggio, la seconda parte ci dirigeremo a piedi
in una piccola carovana sacra verso i bastioni,
per assistere se Dio vuole all’Eclissi di Luna, intorno alle nove e trenta
nove e quaranta, e sarà visibile per un pò nell’asse sud-sudest,
poi ritorneremo qui per ricevere il Diksha.
Il Diksha in questo momento, viene ulteriormente aperto a tutti,
attraverso la possibilità di collegarsi al sito ed assistere agli OM per i Diksha Giver,
alle webcast cioè agli insegnamenti di Bhagavan,
in questa presenza di Unità forte che è la chiamata del Cuore.
A cosa servono i Maestri? Quasi più a niente.
Siamo come figli cresciuti, che vanno ognuno per la propria strada, ormai.
Ma, guardandoli, possiamo riconoscere chi siamo, come quando guardiamo nostro padre e nostra madre,
come quando guardiamo i nostri avi, possiamo dire, quello è una parte di me, quello risiede in me.
La presenza dei Maestri e la presenza di chi porta il loro nome serve a questo,
a dire “quello risiede in me”, “quello” sta per Colui che E’,
e lì potete poi notare, alla sinistra, guardando, la discendenza,
la Shrimurti, che sono il principio maschile e femminile con il loro albero genealogico.
Che cos’è la discendenza?Abbiamo due possibilità di tipo energetico,
non parliamo in termini scientifici.
Una possibilità è che siamo una struttura creata ad hoc,
quindi in noi sono fortemente conservati i tratti della discendenza degli Elohim,
che sono aspetti del Colui che E’.
L’altra possibilità è riconoscere la discendenza del Tutto Ciò che E’ attraverso la sua evoluzione,
attraverso quel primo atman che già ci conteneva.
Siamo un pò quello, e un pò quello.
Allora, riconoscere la discendenza è riconoscere la Fiamma,
che ci contiene e che noi conteniamo, contenuto e contenitore.
Se riconosco la Fiamma riconosco la mia discendenza, posso riconoscere il Padre e la Madre,
posso riconoscere Dio Padre in Tutto Ciò che E’, posso riconoscere Dio Madre in Tutto Ciò che E’.
Posso specchiarmi nella loro solida unione.
Possiamo far si che in noi, il Dio Padre e il Dio Madre si congiungano,
non è un’esperienza esterna, è interiore, se mi permetto di riconoscere la Fiamma,
cioè di riconoscere la discendenza.
Come posso riconoscere la discendenza divina se non onoro la discendenza terrena?
Una piccolissima parte di questo grande tutto, un piccolo pianeta in un immenso cosmo dei cosmi,
una piccolo terra, un piccolo granello. Siamo così piccoli, da sentirci così grandi.
Così superbi da non riconoscere nessuna discendenza, da non riconoscere la foglia nostra Madre,
la formica nostro Padre, il fratello Sole e la sorella Luna, la sorella Acqua e il fratello Pane.
Mia madre, mio padre, mio fratello,il mio vicino,il mio nemico, anch’esso parte della discendenza.
Non riconosco gli aspetti che di me hanno creato la discendenza, ogni budello, ogni viscera, ogni cellula,
ogni rivolo di sangue, ogni vena, ogni vestito, ogni particella,
la più eccelsa e la più infame, fanno parte di quella discendenza.
E l’insegnamento è riconoscere la discendenza. Qual’è quella parte di noi che risuona alla discendenza.
Qual’è quella parte di noi che dobbiamo guarire alla discendenza.
Qual’è quella parte di noi che dobbiamo onorare,che vogliamo evolvere alla discendenza.
O PadreMadre Dio Creatore di Tutto Ciò che E’, ti offro la mia discendenza in tuo nome,
in nome mio, in nome di Tutto Ciò che E’. Questo è il patto di coscienza.
l Risvegliato vede Tutto Ciò che E’ come Uno, il non risvegliato vede uno come tutto ciò che è.
Niente è disgiunto dal niente. Ciò che faccio per me, lo faccio per l’altro.
Ciò che faccio per l’altro, lo stò facendo per me stesso.
Se innaffio una piantina, sto dando da bere alla mia discendenza,
se colgo un frutto , sto dando da mangiare alla mia discendenza.
Ecco perchè è così importante vivere nella centratura del Cuore,
perchè se odio, odio la mia discendenza.
Se tradisco, tradisco la mia discendenza, e così di seguito.
E allora, se amo, amo la mia discendenza, se mi prendo cura,
mi sto prendendo cura della mia discendenza.
Ricorda, quando dirai “abbi cura di te”, sappi che stai dicendo
“una parte di Me, che sei Tu, si prenderà cura di Sè”
Quando dite al vostro uomo, alla vostra donna, “ti amo”,
state dicendo “una parte di Me, che sei Tu, si sta amando”.
Ecco perchè quella parola deve venire dal profondodel cuore, e non può essere merce.

Un altro aspetto del principio femminile è rappresentato da quell’immagine di donna
con le braccia piegate sul petto nel saluto degli Esseni e rappresenta la Maddalena,
colei che conserva la memoria del Cristo uomo.
Il Christos è un principio che in noi è presente esattamente nel nostro cuore,
poichè esso esprime l’amore incondizionato. Il Christos è il nostro cuore.
Quando vuoi ricevere la benedizione del Christos,
puoi porre le mani così come questa figura di donna.
Prova a farlo, e senti l’energia.
Sono come due sponde di un fiume, come due amanti, uno su una sponda e uno sull’altra,
e quando giunge la chiamata del cuore si congiungono nel grande flusso dell’Amore.
Il Christos ha bisogno del nostro Amore, senza l’apertura del nostro cuore, non può essere il fiume
che scorre verso il mare, i due amanti rimangono separati, uno sulla sponda e l’altro sull’altra.
Ma, anche, questo gesto indica l’Unione interiore.
Noi cerchiamo ardentemente un compagno, una compagna, per fonderci, per unirci, per Amare, …….
il Christos nel cuore significa fondersi in Sè, nella pienezza della carne, fondersi in Sè.
Solo quest’atto salvifico, che appartiene alla specie umana, può portare il nuovo Cristo in terra.
Voglio perdermi in te, dite al vostro amante….
in chi ti vuoi perdere, in cosa ti vuoi perdere, che cosa significa per te perdersi?
Voglio sciogliermi in te, liquefarmi in te,questa è transustansazione.
Prendete, questo è il mio Corpo, mangiatene tutti in memoria di Me.
Bevete, questo è il mio sangue, bevetene tutti, in memoria di Me.
Non divoriamo forse il nostro amante, non ci perdiamo in quella carne?
Qual’è questa perdita?
E’ il fondersi in Sè, poichè quando dite al vostro amante “voglio perdermi in te”,
in realtà state dicendo “una parte di Me che sei Tu, vuole perdersi in Sè”
Unisciti a lui. unisciti a lei, ama quella parte, lì arrenditi, lì perditi.
Ma fallo come se fosse un gioco, fallo come se fosse un gioco, p
oichè un’altra Maddalena porta l’immagine di una donna che suona, un violino, un mandolino.
Fallo come se tu giocassi con PadreMadre Dio,
suona lo strumento della sua anima, digli la sacralità della tua vita, giocando.
Quando mangi una mela immagina che stai mangiando il Corpo,
quando bevi del vino, immagina che stai bevendo il Sangue, e allora ogni cosa
sarà sacra, ogni cosa sarà quel calice, ogni cosa è il tuo Sacro Graal.
Per questo è richiesta la dedizione,
poichè il tuo corpo mentale, percepisce, conserva, memorizza,
incasella, scheda, archivia, rilegge, ma poi non si dedica.
La dedizione è l’atto sacro di ogni istante della tua vita.
Qui nella materia, tutti gli altri livelli non compiono un’azione, esistono.
In questo istante tu esisti contemporaneamente nel Multiverso, per infinite possibilità.
Tu esisti già lì, non stai compiendo l’azione, lì. Stai semplicemente assistendo all’Esistenza.
E’ qui, nella materia, nella densità di questo Sacro Graal che sei tu,
che puoi vivere pienamente l’esperienza della dedizione,
la sacralità della tua essenza,
attraverso ciò che fai, attraverso ciò che sei, attraverso ciò che dici,
attraverso quello che mangi,
attraverso quello che ami o non ami, attraverso il tuo sentire.
Quando pienamente sei dedito a te, potrai risorgere, là dove ti stai aspettando.
Tre quindi sono i passaggi richiesti in questa fase,
che va da questo plenilunio di Solstizio all’ 11- 11 2011:
riconoscere la discendenza in ogni cosa che tu sei
vivere il Sacro Graal della tua Essenza
chiamare il Christos che è in te, unendo gli amanti sulla sponda del fiume
Vivere l’esperienza della tua incarnazione totalmente e pienamente,
riconoscendo con gioia ciò che sei, dedicandoti a te.
La piena dedizione è il processo della tua ascensione,
non ci sono date, non ci sono numeri.

Noi ascendiamo in ogni istante, in ogni momento, ogniqualvolta ci dedichiamo.
Non aspettare nessuna data, poichè il tempo non esiste, non ci sono tempi, non ci sono numeri,
sono convenzioni, sono strutture. Dedicati a te, e sarai oltre, fallo ora.
Riuniamo di nuovo gli amanti sulla linea del fiore.
Sei consaapevole che leghiamo a te l’energia del Christos interiore,
o amata potente Presenza “Io Sono”, il cuore di Dio è in me, nel mio Essere Cristico.
Io sono il guaritore del Mondo, io sono la Luce nel Mondo,
io sono l’Amore del Mondo, poichè è in te che tutto ciò avviene.
Fai un respiro profondo, per ancorare l’insegnamento,
del Melchizedek sempre eveniente, degli Elohim stellari,
dei nostri più alti Sè, con gratitudine, con profondo amore,
con rispetto, onoro la gerarchia che voi rappresentate in questa grande sala universale.
Onoriamo i nostri divini Sè che permettono questa comunicazione, con rispetto.
Poi scendi verso la gola, con Amore,e poi sul cuore, con gratitudine.”

Darshana degli Elohim – Channeling di Meditazione

Di |2024-07-29T15:52:48+00:00Aprile 12th, 2013|Channeling e messaggi|0 Commenti

Integrità interiore e Presenza

“…Come sentire la Presenza, come essere sicuri di essere in contatto con la Presenza?
Per essere in contatto con la Presenza devi avere una grandissima integrità
interiore.
Quando ti eserciterai entrerai in contatto con il vero problema.
Adesso quello che tu dici essere il problema in realtà è il problema creato, non il problema reale.
L’integrità interiore deve essere usata per entrare in contatto con il problema reale. Quando entrerai in contatto con il problema reale allora il conflitto interiore cesserà.
Una volta che il conflitto interiore è cessato il pensiero rallenterà fino al punto di fermarsi tutto d’un colpo.

Quando il pensiero scomparirà la Presenza entrerà.
La prova del contatto con la Presenza sarà che se tu stavi parlando con tua moglie ti sentirai in unità completa con tua moglie, se tu stai parlando con un amico ti sentirai in unità completa con il tuo amico, se tu stai camminando per la strada ti sentirai in unità totale con un estraneo, se tu stai guardando una pianta ti sentirai in unità totale con quella pianta. L’unità è la prova che la presenza è dentro di te.

L’integrità interiore è uno strumento per vedere che cosa sta succedendo dentro di noi. L’integrità non giudica, non condanna, non dà spiegazioni. È semplicemente l’osservazione di quello che sta succedendo. C’è paura, c’è lussuria, c’è rabbia, c’è gelosia, c’è
invidia, non c’è amore, non c’è connessione.
Potrebbe non piacerti quello che vedi ma comunque devi continuare a guardare quello che c’è.
Allora potrai scoprire che quello che c’è dentro di te non c’è solo in te, ma in tutte le menti umane. È stato così per millenni.
Gli oggetti di queste emozioni possono essere cambiati ma non la struttura di queste emozioni. Poteva esserci paura per la tigre nel passato
mentre oggi la paura sarà per il mercato azionario.
A questo punto scoprirai che non c’è nessun cambiamento possibile. Quando l’impossibilità di cambiare ti colpisce, la tua mente si zittisce. Senza sforzo, senza ulteriore impiego di energie scoprirai molto naturalmente che c’è accettazione, seguita dall’amore e molto presto seguita dalla presenza.
Questa è la connessione tra integrità interiore e Presenza.

Sri Bhagavan- Oneness University

Di |2024-07-29T15:52:49+00:00Aprile 3rd, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Giungere a noi stessi

Per guarire la Terra attraverso la trasmutazione, dovete essere disposti a fare appello al Divino che è in voi, e unirvi alla vostra comunità per creare l’energia capace di trasmutare l’ambiente in cui vivete .
Per trasmutare l’energia noi dobbiamo attingere al Divino che è in noi. Quindi giungere pienamente al centro di noi stessi . Lo posso incontrare se vado verso me; se non vado verso me io non posso incontrare il Divino che è in me; perché il Divino che è in me non è fuori di me .
Cercare, cercarsi…Dove possiamo arrivare?
Non dobbiamo andare da nessuna parte, perché siamo già dove ci troviamo. Questo viaggio è esattamente dentro di noi : è stare dove noi siamo. Thomas Elliot, nella poesia Quattro quartetti splendidamente ci insegna il senso di questo continuo ricercare, mettersi in viaggio giungere in un luogo e poi scoprire che era esattamente il punto da cui sei partito . Quindi, in realtà, tutto il percorso era per trovarsi.
Come il nostro andare verso Dio, e cercarlo, cercare il senso di quello che facciamo, non è altro che giungere a noi stessi.
Più sei al centro di te stesso, più stai portando avanti il cammino. Il cammino è quanto più sei al centro di te.
Trovare lo spazio interiore e stare al centro di te… noi siamo costantemente triturati dalle cose da fare, il lavoro, la famiglia, il denaro.. A volte proprio non abbiamo il tempo materiale, fisico, di fermarci. Bisogna fermarsi un po’ più spesso . A un certo punto, se non lo si trova, è la vita stessa che ti ferma; in qualche modo si impone.

In questo tempo accelerato e caotico, stiamo in qualche modo allontanandoci dalla ricerca di chi veramente noi siamo . Solo trovando, scoprendo questo divino in noi possiamo veramente accedere alla trasmutazione e allora operare tutti i fenomeni.
Dialogare con il Divino come se fosse un amico . O come se foste voi stessi, davanti a uno specchio…
Questo è un esercizio che potreste fare tutti i giorni per una settimana.   Porvi davanti ad uno specchio e guardarvi per 11 minuti. Dopo i primi secondi vi vedete… poi cominciate a riconoscerci, poi potreste aver paura di ” vedervi” veramente e non averne voglia…a volte lo specchio viene perforato dallo sguardo e vai oltre, vedi anche oltre ..
Incontratevi, in questi 11 minuti potete anche parlarvi, però non usate la parola per allontanarvi dalla semplice osservazione, vedrete che potete riconoscervi, potrete magari anche vedere vostro padre o vostra madre, potrete vedere delle cose di dolore, per esempio, o, invece, delle gioie .  Non allontanatevi da voi facendo eccessivamente smorfie , perché è una cosa che facciamo anche con gli altri. Quando siamo con una persona la mimica facciale a volte la usiamo per mascherarci…questo ci allontana dall’altro, non ci avvicina. Perché ciò che dobbiamo creare è semplicemente uno spazio di ascolto tra i nostri occhi e lì ci si comincia a “vedere”, mentre la mimica è un allontanare , non è un avvicinare. Anche la gestualità, la gesticolazione è un allontanare……….
Quindi, incontratevi per 11 minuti davanti ad uno specchio….varcate la soglia del vostro spazio interiore…
Energeticamente questo è un tempo di passaggio in cui niente più sarà come prima , anche se molti si ostinano a far finta di niente, soprattutto, prima di questo passaggio, di questa transizione, noi dobbiamo incontrarci , ed anche incontrarci con il nostro Divino.

Non ci sarà nessun processo di trasmutazione se non incontriamo il Divino che è in noi; il Divino che è in noi non è un oggetto esterno : il divino che è in noi è noi.

Io non posso conoscere il Divino che è in un’altra persona perché ci sono sette miliardi di Divini come, giustamente dice Baghavan. C’è un Divino in ognuno , però questo insieme di Divini fanno il collettivo del Divino, di ciò che Dio è… Per questo è un Dio di tutti!
La sua forma nelle diverse tradizioni, sono proiezioni della cultura di ciascuno, che poi diventano proiezioni di un popolo .
Quindi  andare profondamente alla ricerca di sé , del Divino che è in sé, per operare la trasmutazione. Ecco perché Gaia ci ha detto “Incontriamoci con gli antenati”; perché , per sapere chi sono, devo sapere da dove vengo, sei identificato attraverso i tuoi avi. ( channeling da Gaia n.d.r.)

Lo specchio non mente. Sono modi di dire…Lo specchio non mente; quindi la ricerca di sé e del Divino che è in sé è la ricerca della verità, perché quando sei là davanti allo specchio della tua anima, tu sei tu e non c’è nient’altro. Non ci sono più giochi; non ci sono più proiezioni.
Quindi lì è uno spazio di verità che viene richiesto, questo è l’aspetto più difficile. Il Divino ci impone uno spazio di verità, non può essere altrimenti ; non può fare il nostro gioco …

Uno degli ultimi insegnamenti di Baghavan dice proprio questo : il Risvegliato vive l’esperienza di Dio con l’emozione; il non risvegliato lo vive con la mente.
L’esperienza di sé è un’emozione; allora si capisce anche il corpo emozionale a che cosa serve: a fare l’esperienza di Dio. L’esperienza del Divino è un’emozione.

Con l’esperienza di Dio attraverso l’emozione facciamo l’esperienza della totalità dell’esistenza…..
Quando sei arrabbiato qual è l’elemento naturale che ti può venire in mente? Il fuoco.
L’esperienza dell’emozione è un veicolo per essere totalmente connesso a tutto ciò che è. E’ un veicolo per fare l’esperienza del Divino in tutto ciò che è … in realtà noi non stiamo cercando altro che unirci con Dio…quando incontreremo il Divino in questo incontrare noi stessi, genereremo il Figlio : nel nome del Padre, del Figlio… dello Spirito Santo.
Allora creeremo il Sacro Figlio e saremo pronti per la trasmutazione …saremo noi stessi substantia: io mi genero quando incontro il Sacro Figlio.

….Dobbiamo essere disposti ad essere veri , integri, perché questo è richiesto dalla Maestria del nostro cuore, lo specchio della nostra anima…

Darshana degli Elohim – dalle meditazioni e channelling

Di |2024-07-29T15:52:49+00:00Marzo 26th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

La Natura ci insegna

“Quando Gesù diceva: «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio», faceva una distinzione tra i valori materiali, terreni, e i valori spirituali, ma non raccomandava di abbandonare il mondo per volgersi unicamente a Dio.

Finché siamo sulla terra non si può pensare di abbandonarla.

Su questa terra, però, dobbiamo soltanto posare i piedi, mentre la testa va
tenuta nel cielo, il che significa mettere saggezza e amore in
tutte le nostre attività, affinché ciascuna di esse ci avvicini
al mondo divino.
Noi abbiamo una missione da compiere sulla terra, e questa
missione consiste nel manifestare Dio in ogni cosa. È necessario
vivere la vita terrena come la vivono le piante: esse rimangono
ancorate alla terra, ma la trasformano e la fanno evolvere.
L’uomo non solo non deve lasciare la terra, la materia, ma deve
anche concentrarsi su di essa per trasformarla.

Le piante ci rivelano come non abbandonare la terra, dirigendosi comunque
verso il cielo. Ecco un’altra lezione che ci viene dalla natura. ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

Di |2024-07-29T15:52:49+00:00Marzo 14th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

Il microcosmo Famiglia e Dio

La famiglia, il microcosmo delle relazioni all’interno di essa…è dove noi impariamo a vivere nel mondo: mio padre mi ha insegnato che un uomo è…, mia madre mi ha insegnato che una donna è…, mio padre mi ha insegnato che  la vita è….

La prima immagine che abbiamo del mondo è attraverso di loro; così come loro guardano il mondo , così lo guardiamo anche noi . Poi cominciamo a guardarlo attraverso gli occhi dei compagni , attraverso gli occhi delle maestre che, magari, ci indirizzano attraverso il gioco, attraverso le relazioni tra gli amichetti , ci danno delle dritte su come navigare nel vissuto del quotidiano. Poi c’è la scuola; poi saranno gli amici , poi sarà la vita stessa. Però, diciamo, questo primo imprinting lo danno i genitori .
E chi sono i genitori?
I genitori sono i nostri Dei , perché ci sembrano invincibili, straordinari . E noi, da questo Dio, accettiamo qualunque cosa e ,a questo Dio, noi chiediamo qualunque cosa . Quando entriamo in uno spazio di conoscenza di quella che è la nostra piccola vita e cominciamo a staccarci un po’ da loro , cominciamo a perdere questa totale fede . Peggio ancora quando cominciamo a vederli per quello che sono ; lì c’è proprio la perdita totale della fede.
Ma , in realtà, che cosa vediamo di questi genitori? Vediamo la loro umanità, così come vedremmo la nostra. Ma la loro non ce l’aspettiamo; da loro vogliamo l’impeccabilità: quella che avevamo nella nostra mente quando eravamo piccolini. E loro erano grandissimi, invincibili, enormi , belli; quanto li amavamo nella loro bellezza.

E da loro accettavamo qualsiasi cosa: la sgridata come il complimento; qualche volta abbiamo accettato anche violenza; abbiamo accettato contraddizioni ; abbiamo accettato privazioni .
Allo stesso tempo chiedevamo tutto. Chiedevamo la presenza costante : quando si è piccoli piccoli il pianto è il richiamo della madre… il trauma di quando un bambino viene portato al nido e riversa poi sull’insegnante la proiezione della propria madre , però vive questa separazione: quello è uno dei primi tradimenti .

Una prima perdita di fede , perché avviene una prima separazione. Oppure quando, appena nato, non può essere messo sul corpo della madre o non può essere attaccato al seno . “non ricevo il primo nutrimento”. Il colostro è l’ambrosia, il nettare degli Dei. Non avete idea di cosa contenga il colostro, è una roba molto simile alla pappa reale . Quindi, in natura esistono un insieme di aminoacidi , di vitamine, di Sali minerali , che è l’imprinting per il bambino, cioè, il suo corpo ha il primo imprinting alimentare . “Io sono un essere umano vivente; mi nutro “.
Senza quell’imprinting ha poi serie difficoltà; c’è uno stretto collegamento tra chi soffre di allergie ed intolleranze alimentari e il non allattamento al seno. Ma non tanto per il latte, è il colostro. E’ il primo riconoscimento dell’imprinting come essere umano. Così  un po’ tutti i mammiferi.

Quando avviene questa separazione, in un modo o nell’altro, noi abbiamo perdite di fede, per farne crescere un’altra dentro di noi , che è la fede in un’idea, nel gruppo , nella bandiera, la fede in un modo di vestire , la fede in una ideologia. Le ideologie più aberranti sono state quelle dove abbiamo avuto le figure forti paternali : il fhurer era un padre per il suo popolo ; per questo ha attecchito in quella forma.
Tutte le dittature trovano uomini e donne  come ” padri e madri”….. Siamo disposti ad accettare qualunque cosa ma anche chiediamo qualsiasi cosa. Allora, la perdita di questa fede che ci fa attaccare a queste altre fedi che costruiamo dentro di noi…
I genitori; i nostri Dei. Ci separiamo, quando è il tempo di separarcene ed è come se perdessimo quel riconoscimento, quella qualità, quella sostanza. Un figlio allontanato dalla madre non la saprà riconoscere , anche se è sua madre; se non la vede, non la sente, non l’annusa , non la mangia, non potrà mai riconoscerla ; vivrà eternamente questo vuoto.
Allora, questa separazione , ci fa , un po’ alla volta, perdere la fede, cioè quella fiducia che c’è , che esiste.

E noi, nel cercare Dio, in realtà non stiamo cercando Dio : stiamo cercando la nostra fede. Perché Lui c’è, c’è sempre stato e sempre ci sarà.

E’ come se dovessimo mettere alla prova la nostra capacità di vederlo, la nostra capacità di sentirlo, la nostra capacità di averlo dentro , la nostra capacità di abbracciarlo, la nostra capacità di nutrircene . Lui è là, anzi; più che là, Lui è qui.
Perché tua Madre è dove sei tu!
In un campo energetico il figlio piccolo e la madre sono un solo uovo , anche se sono separati: ci sono due corpi fisici ma, energeticamente, fino ai cinque anni, il bambino è un tutt’uno con la madre . Come accade in certe coppie , che sono proprio lo stesso uovo ; c’è proprio una simbiosi… quelle coppie che si somigliano anche fisicamente e che stanno così bene insieme, perché è una monade, non è una coppia uno più uno ma è una monade. E si somigliano.

Allora è come se noi dovessimo cercare la nostra fede ; andarci a cercare , ritrovarci…
Noi, in questa ricerca di Dio , altro non stiamo che cercando noi stessi.
E più noi ricerchiamo noi stessi, più Dio è presente in noi.

Per questo la ricerca personale non è mai disgiunta da una ricerca spirituale . Un grande pensatore italiano , che era Tiziano Terzani, era un laico : aveva fatica ad usare la parola Dio , però era intriso di spiritualità. Non a caso , la ricerca di sé ha portato ad una chiave che lui non chiamava spirituale, ma lo era. Se noi leggiamo i suoi libri noi non possiamo non vedere questo aspetto spirituale.
 La ricerca di sé contiene in sé lo spirito del Sé.

La ricerca personale, la via di crescita, di consapevolezza, è uno scoprirsi, quindi acquisire una fede in ciò che tu sei; automaticamente non puoi non prescindere dal ritrovare Dio in te. Poi, se ti vergogni di chiamarlo Dio , allora devi crescere ancora un po’.
Perché , magari lo chiami la Fonte, la Sorgente …
Ma di che cosa abbiamo vergogna? Di ciò che noi siamo?
No! Io sono questo. Tu sei questo. Di cosa mi devo vergognare? Che ho in cornice i miei antenati?
E’ così che ci vergogniamo anche degli zingari, o degli albanesi o dei kosovari . E’ così che ci vergogniamo a volte di noi stessi o della nostra povertà o di un difetto fisico, perché ci vergogniamo di Dio.

Darshana degli Elohim-  insegnamenti dai corsi di meditazione 2012

Di |2024-07-29T15:52:50+00:00Marzo 13th, 2013|Insegnamenti|0 Commenti

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